Cina e Italia: cosa sta succedendo (e cosa succederà) al turismo?

Cosa sarà del turismo in Italia? Cosa accadrà a livello internazionale? È la domanda che si ci stiamo ponendo tutti, perché il turismo è uno dei settori trainanti dei nostri territori, della nostra economia e delle stesse vite di milioni di persone.

In parallelo alla progressiva diminuzione dei contagi in Italia, con la prospettiva di tornare gradualmente alla normalità nei prossimi mesi, diamo prima uno sguardo ad oriente, cercando di capire se ci sono analogie a livello turistico con il nostro paese, per poi pensare a come agire oggi per “riprendere la rotta” o, meglio, crearne una nuova.

Iniziamo osservando chi ha già vissuto, e sta in parte superando, l’incubo del Coronavirus.

Cosa sta succedendo al turismo in Cina

La Cina, epicentro di concentrazione del virus fino a poco tempo fa, oggi sta iniziando con cautela a riprendere le normali attività permettendo spostamenti, apertura controllata di negozi e imprese, in parte anche di hotel e attrazioni turistiche, nelle zone recentemente colpite dall’epidemia.

In particolare, il turismo in Cina è stato gravemente colpito dallo scoppio del virus, con il solo numero di viaggi interni destinati ad un calo di 930 milioni quest’anno, oltre il 15% su base annua, secondo la China Tourism Academy.

Lo stesso istituto ha condotto un sondaggio dal quale è emerso che circa il 71,5% dei cinesi intervistati desidera fare un viaggio dopo che l’epidemia sarà sotto controllo, con il 21% che vorrebbe tornare a viaggiare il più presto possibile.

Anche i dati di Alibaba Fliggy, fornitore di viaggio online, confermano che già dall’ultima settimana di febbraio, le ricerche di servizi ferroviari e voli sono aumentate del 40% rispetto alla settimana precedente, mentre per gli hotel le ricerche sono aumentate del 35%.

Il digitale “salva” l’economia culturale e gli eventi in Cina

Secondo il rapporto sull’Indice di sviluppo del settore culturale e turistico digitale in Cina, anche tutte le tipologie di eventi, di attività culturali “in presenza” sono stati fortemente danneggiati dall’epidemia. Parallelamente è cresciuta però l’offerta digitale di musica online, dirette streaming, mostre virtuali e altre forme di intrattenimento basate sull’intelligenza artificiale.

Da quanto emerge complessivamente sembra che i presupposti per una ripresa in Cina siano concreti. Cosa sta succedendo invece in Italia?

Quali sono le previsioni per il turismo in Italia?

Secondo uno studio di Demoskopika, l’Italia potrebbe perdere fino a 18 miliardi di spesa: la metà circa, pari a 9,2 miliardi, dovuti alla contrazione dell’incoming e l’altra metà (8,8 miliardi) per la rinuncia degli italiani alle vacanze estive. Più dei 2/3 di questa perdita si concentrerebbero in 6 regioni: Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.

Queste naturalmente sono le prime previsioni, molto dipenderà dall’evoluzione dell’epidemia e dalla reazione, specie degli italiani, al “post-Coronavirus”.

In base ad alcune ricerche effettuate in questo periodo, sembra che gli italiani siano infatti tutt’altro che propensi a saltare le vacanze.

turismo italia roma

L’istituto di ricerche di mercato EMG Acqua ha condotto un sondaggio dal quale emerge come il 71% degli Italiani desideri ricominciare a viaggiare prima possibile, prediligendo però mete nazionali. La maggioranza, pari al 64%, pensa a una vacanza in Italia e solamente il 24% avrebbe intenzione di recarsi all’estero.
Tra le destinazioni di vacanza, il mare è la prima scelta, (39% degli intervistati), seguita da un 26% di italiani che preferiranno una meta culturale, mentre sembra che il 18% sceglierà una vacanza in montagna.

Così come i cinesi, anche gli italiani pensano che un viaggio sia la “giusta ricompensa” per riprendersi dal periodo di restrizioni che stiamo attraversando.

Per farci trovare preparati possiamo agire tenendo in considerazione soprattutto le esigenze dei nostri futuri ospiti, che saranno molto diversi dalle “buyer personas che abbiamo considerato fino ad oggi.

Consigli pratici per la ripartenza

Il turismo cambierà, almeno per il 2020, ma in che modo?

Saremo certamente più timorosi ed avremo meno disponibilità, sia economica, che di tempo, da destinare alle vacanze.

In base a questi presupposti possiamo mettere in pratica alcune azioni concrete già oggi, lavorando su 3 versanti:

SICUREZZA/COMUNICAZIONE

  • investire nella sicurezza, nella sanificazione e nelle dotazioni della struttura, comunicando opportunamente tutto ciò che è stato fatto per migliorare;
  • fare leva su politiche di cancellazione elastiche e rassicuranti;
  • puntare sul mercato interno: gli italiani avranno bisogno di “riprendersi” e di muoversi in un contesto che sentono sicuro e conosciuto;
  • rafforzare l’aspetto “umano” della comunicazione, più che mai necessario per conquistare il nuovo turista, cominciando dalle risposte alle recensioni, per esempio;
  • mantenere viva la presenza online durante il Coronavirus, creando ispirazione per la bella stagione che si avvicina; 

ECONOMICO

  • pensare a formule economicamente interessanti, adatte alla minor capacità di spesa dei clienti;
  • diversificare i target e le provenienze della clientela: esplorando i mercati meno colpiti dall’epidemia, per esempio;
  • promuovere la prenotazione diretta con tutti i mezzi a disposizione;
  • proteggere le prenotazioni già acquisite, estendendo garanzie e “buoni vacanza” spendibili in futuro;
  • fidelizzare i clienti con Card, servizi e offerte esclusive;
  • lato revenue, fare attenzione alle tariffe di partenza e rimanere visibili inserendo le tariffe fino alla fine dell’anno.

TEMPO

  • Investire in campagne per promuovere soggiorni brevi o formule long-week end;
  • Proporre pacchetti e incentivi per allungare la stagionalità, specie per i ponti e le feste;
  • Investire su portali e blog nella nicchia dei viaggi in Italia, che trattino in particolare di week end, viaggi brevi o esperienziali, turismo slow, location particolari e soluzioni “low budget”;

Dovremo mettere in campo tutte le nostre capacità e le nostre migliori risorse per risalire la crisi. Ma in fondo, lo abbiamo sempre saputo,

Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo. – Alan Kay

Rimani sempre aggiornato

iscriviti alla newsletter

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

articoli correlati